Necrosi testa del femore: la “morte” dell’osso

Necrosi testa del femore la “morte” dell’osso

La necrosi della testa del femore è una patologia in cui l’interruzione del flusso sanguigno porta alla morte delle cellule. Costituisce una delle principali cause di dolore all’anca.

Questa forma colpisce principalmente soggetti adulti di mezza età (40-50 anni), per lo più di sesso maschile.

Il dolore muscolo-scheletrico ricorrente e spesso il segnale di uno squilibrio posturale non diagnosticato.

Necrosi della testa del femore: le cause

Possiamo dire che la maggior parte dei casi in cui si verifica la necrosi della testa del femore sono cause traumatiche come:

  • la lussazione dell’anca,
  • l afrattura del collo femorale;

oppure per cause differenti:

  • terapie con corticosteroidi per lunghi periodi,
  • alcolismo,
  • patologie del sistema circolatorio come:
    • Vasculiti,
    • Talassemia,
    • Anemia;
  • sovvrapeso

In altri casi i soggetti colpiti dalla necrosi della testa del femore sono pazienti che soffrono o hanno sofferto anche di altre patologie come ad esempio a causa di condizioni morbose già presenti in precedenza come:

  • frattura del collo femorale,
  • frattura-lussazione dell’acetabolo
  • terapia cortisonica protratta
  • radioterapia locale ad alte dosi
  • embolia gassosa.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi questa patologia si manifesta per lo più in modo asintomatico, in particolare se è ancora in fase iniziale. Il sintomo più comune è comunque il dolore. Può colpire l’anca in se, l’inguine o i glutei.

Nella fase invece più avanzata il dolore è particolarmente inteso e si acutizza nel momento in cui si appoggia il peso sull’arto colpito.

Come si cura

Purtroppo questa patologia offre possibilità di cura e guarigione senza intervento chirurgico solo se in fase iniziale. Un’ottima soluzione è la camera iperbarica. Inoltre si può tentare il percorso conservativo che solitamente consiste in:

  • utilizzo delle 2 stampelle
  • ciclo di onde d’urto ad alta potenza
  • monitoraggio clinico tramite radiografie.

Dal punto di vista chirurgico invece:

  • se la testa femorale è ancora sferica si può procedere con quelle tecniche di “salvataggio” e questi sono i casi in cui gli interventi prevedono:
  • la conservazione della testa del femore e di rigenerare il tessuto osseo,
  • l’impianto di una protesi d’anca.

 Negli stadi precocissimi della malattia, è possibile tentare la strada del trattamento conservativo, che consiste in:

  • scarico deambulatorio con 2 stampelle
  • eventuale ciclo di onde d’urto ad alta potenza
  • monitoraggio clinico-radiologico

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